Sei il prossimo

scritto da Annabelle
Scritto 22 ore fa • Pubblicato 3 ore fa • Revisionato 3 ore fa
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Autore del testo Annabelle

Testo: Sei il prossimo
di Annabelle

Era una notte piovosa, le strade erano deserte e l'unico suono era il ticchettio della pioggia sul tetto della mia auto.
Stavo guidando verso casa dopo una lunga giornata di lavoro, quando improvvisamente una donna vestita di nero, attraversò la strada davanti a me.
Frenai di colpo, il cuore in gola,
la donna non si voltò, non sembrava nemmeno avermi visto e continuò a camminare, scomparendo nell'ombra.
Mi ripresi dallo shock e ripartii, pensando di aver avuto una brutta impressione.
Ma poi, notai una macchina nera parcheggiata sul ciglio della strada. Sembrava fuori posto, lì in mezzo al nulla.
Mentre passavo accanto, il mio sguardo si posò sull'auto e notai che le luci erano spente, ma il motore era acceso.
Un brivido mi corse lungo la schiena, ma non mi fermai.
Continuai a guidare, pensando che forse era solo un'auto abbandonata.
Ma poi, nel mio specchietto retrovisore, vidi la macchina nera che si metteva in moto e cominciava a seguirmi.
Il cuore mi batteva forte, accelerai, ma l'auto nera mi stava sempre dietro.
Girai per le strade cercando di seminarla, ma era sempre lì e io, ero sempre al punto di partenza.
Poi, improvvisamente, scomparve.
Mi fermai, pensando di averla persa, ma quando mi voltai a guardare,
la macchina nera era dietro di me, a pochi metri di distanza poi, vidi la porta che si apriva.
Non so cosa sia successo dopo, so solo che mi sono svegliato in un luogo buio e silenzioso, senza memoria di come ci fossi arrivato.
Poi, sentii una voce:

"Sei qui perché sei stato scelto".
Mi voltai, ma non cera nessuno.

Poi, vidi la macchina nera, parcheggiata davanti a me.
La porta si aprì e dentro la macchina nera c'era una figura incappucciata, seduta al volante.
La figura si voltò verso di me, ma non vedevo il suo viso, ma solo un vuoto, un abisso di oscurità.
La figura tese una mano e mi fece segno di avvicinarmi.
Io non potevo muovermi, paralizzato dal terrore.
E poi, la figura parlò.
La sua voce era come un sussurro, un soffio di vento freddo.

"Tu sei il prossimo".

La macchina nera si mosse, portandomi via nel nulla, non vedevo la strada, solo il buio.
E la donna vestita di nero, era già lì dentro, seduta sul sedile posteriore, che mi sorrideva in modo inquietante.

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